Istruzioni per essere infelici

ISTRUZIONI PER RENDERSI INFELICI 

Paul Watzlawick

Che cosa e dove saremmo tuttavia senza la nostra infelicità? Volenti o dolenti  essa, ci è dolorosamente necessaria

Qualche giorno fa ho seguito con interesse le storie di @thinkyoung.com dove @claudia_verganti parla di tristezza e di come spesso tendiamo a non considerare il valore evolutivo e biologico che anche le emozioni “negative” hanno nel corso della nostra esistenza.  

Subito ho pensato al libro di Watzlawick, perchè “Se  siete intossicati per aver seguito scrupolosamente una mezza dozzina di improbabili ricette per la felicità (..) questo libro fa per voi”.

Con queste semplici parole sul retro copertina Watzlawick colpisce nel segno disinnescando la tendenza sempre più presente per cui la ricerca sfrenata della felicità conduca necessariamente alla felicità: con un insieme di espedienti argomentativi e uno stile spesso ironico, l’autore cerca di aiutare il lettore a capire come evitare di procurarsi “infelicità” di troppo nella vita di tutti i giorni (per esempio incastrandosi in profezie che si autoavverano e considerarsi non meritevoli di cose positive) sottolineando parallelamente l’importanza di saper accettare momenti meno belli e “felici”.

L’autore ringrazia Dostoevskij per la chiusura della questione: 

L’uomo è infelice perchè non sa di essere felice. 

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